A fine febbraio sarò a Roma presso la University of Fine Arts per condurre un workshop che desideravo fare da molto tempo. Di seguito l’inizio del testo di presentazione che ho scritto.

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Sound & Communities
Paesaggi Sonori e Archivi Digitali, Il Rapporto del Suono con la comunità, Creare con il Suono

Un Workshop in ecologia del suono

Seppur con fatica, soprattutto nelle grandi città, si fa sempre più strada da alcuni anni a questa parte un più denso e reiterato utilizzo della parola “suono”, legata certamente a vari contesti e non necessariamente ad ambiti specifici come la sound art e/o il sound design. Eppure questo impiego sempre più diffuso di iniziative legate a questa parola e la crescita sempre più consistente di un certo tipo di documentazione (soprattutto online) hanno finito con lo scardinare un meccanismo vecchio e stantio da un punto di vista culturale che non prevede, incredibilmente, come il suono possa giocare un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni. E se anche le teorie in sottofondo (ci riferiamo ovviamente al paesaggio sonoro di R.M.Schafer) siano relativamente datate, nel belpaese siamo sempre un po’ indietro e costretti a rincorrere tecniche e metodologie desuete. Il problema principale è il campo di applicazione: spesso lo scopo di talune esperienze, anche una volta messo su carta e documentato, non viene preso in considerazione da chi di dovere: amministratori in primis. In fondo il lavoro che viene svolto in questa disciplina riguarda, seppur a caratteri generali, la pianificazione urbana dal punto di vista del suono, beninteso non in senso strettamente tecnico, per questo aspetto ci sono gli ingegneri acustici, i tecnici, ma di certo possono essere avanzate delle proposte da chi si occupa di suono a vario titolo (sound designers, sound artist, musicisti, musicologi etc…) declinando in modo creativo ed artistico (e quindi in modo oggettivo ai più) esperienze di comunità legate al paesaggio sonoro. Parliamo di pratiche di soundwalking, strumenti partecipativi per la raccolta di dati che riguardino le considerazioni degli abitanti circa il loro rapporto con il suono circostante e naturalmente di come tutto il materiale audio, una volta raccolto possa essere rielaborato per farne un’installazione audio, audiovisiva, audio-fotografica, una performance live  etc…

 

Il Workshop

Sound & Communities è la cartina tornasole di questo tipo di ragionamento. Il progetto prevede la realizzazione di un gruppo di lavoro che si muova  seguendo le indicazioni lanciate da una call online per studiare le opinioni degli abitanti relativamente ai suoni della città, quello che viene sostanzialmente definito “ascolto attivo” ma da un punto di vista 2.0. Sarà quindi creato un portale web ad hoc che verrà monitorato dagli studenti nel corso del tempo contestualmente agli incontri frontali del workshop.

I risultati, o meglio le risposte, fornite dagli abitanti sul portale (che verrà lanciato in via preventiva prima dell’inizio del workshop) forniranno la lista degli elementi da registrare. Il gruppo di lavoro si avventurerà sostanzialmente, con registratore digitale alla mano, nella ricerca di quelle indicazioni. I risultati verranno quindi geolocalizzati e resi disponibili su una mappa web fruibile da chiunque ed i suoni rielaborati infine sotto la guida del docente in una performance collettiva collaborativa che sarà auspicabilmente aperta a quello stesso pubblico che ha fornito le indicazioni e che verrà naturalmente ringraziato sul portale web. Un altro sviluppo in termini creativi del materiale audio raccolto può essere la realizzazione di un’installazione artistica di soundart o ibridata anche da visuals e/o elementi di videoarte.