un progetto di Francesco Giannico
in collaborazione con Circolo Arci Metro Core

con il supporto degli studenti della Rufa, Rome University of Fine Arts
un ringraziamento a Caterina Tomeo per il prezioso aiuto

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Il progetto

Il 23 novembre 2023, ho avuto l’onore e il piacere di guidare un gruppo di persone (appassionati e studenti) nell’ambito del progetto “Gentrify This“, un’immersione completa nella ecologia del suono della durata di circa 6 ore, finalizzata a esplorare il fenomeno della gentrificazione nell’area del quartiere Pigneto a Roma utilizzando come il paesaggio sonoro. Quello che segue è un resoconto non esaustivo corredato da una selezione di registrazioni audio, alcune tracce musicali e interviste.

Il progetto è stato reso possibile grazie alla preziosa collaborazione con il Circolo Arci metro Core e Matteo, che ringrazio, la disponibilità costante e preziosa dell’amica docente e curatrice Caterina Tomeo che ha gentilmente coinvolto un gruppo di suoi studenti della Rufa, Rome University of Fine Arts. La loro partecipazione ha aggiunto una varietà di prospettive e contributi creativi che hanno arricchito l’esperienza.

Il gruppo di lavoro

Il gruppo di lavoro era costituito, oltre che dal sottoscritto, da Marco Valerio Luciani, Benedetta Marino, Riccardo Tartaglini,  Paolo Rucci, Alessandro Battaglia, Micol Gelsi, Beatrice Resta, Stefano Bonifazi

Il lavoro svolto

Partiamo subito col mettere le cose in chiaro, non si tratta di un lavoro scientifico. Bisogna dirlo per non dare l’idea si tratti di un lavoro basato su una sequenza di dati audio estrapolati e comparati col fine di poterne trarre delle conclusioni che abbiano un carattere universalistico o dal quale si possa comunque desumere un qualche tipo di certezza scientifica.

Non è questo il caso. Il perché risiede nel fatto che l’esperienza del workshop si è limitata (volutamente e per ragioni di opportunità) ad un arco temporale di sole 6 ore e come tutti i fenomeni mutevoli nel tempo, anche l’analisi del paesaggio sonoro di quest’area avrebbe richiesto diversi “appostamenti” reiterati per giorni e giorni, mesi, stagioni, anni e così via.  Solo in questo modo infatti sarebbe stato possibile realizzare una comparazione sostanziosa da un punto di vista quantitativo e qualitativamente significativa per scorgere eventuali differenze e fluttuazioni tra i dati archiviati (le registrazioni sonore).

Quanto è stato realizzato è servito comunque per aprire un dibattito tra i partecipanti e una riflessione sul vastissimo tema della gentrificazione nelle grandi città con un focus più attento all’elemento del paesaggio sonoro; un fenomeno, questo della gentrificazione, che non procede in modo lineare ma che, in ogni caso, avanza inesorabile.

La fenomenologia degli eventi registrati sembrerebbe suggerire che la questione possa essere affrontata suddividendola in due temi principali:

Da un lato, la mera questione acustica, dove la dimensione dinamica di quello che era in origine una vasta area di pini, da cui deriva il suo nome (pigneto appunto), è chiaramente schiacciata dalla tipica configurazione “a bassa fedeltà” di queste metropoli disordinate, dove il rapporto segnale/rumore tende ad appiattirsi schiacciando la dinamica e regalandoci un continuo brusio di fondo, una “tonica” per dirla alla Schafer, della quale si farebbe volentieri a meno perché sempre insidiosa per l’orecchio umano e che limita la nostra capacità di distinguere suoni più flebili al di sotto di una certa soglia in decibel. Forse è scontato ribadirlo ma stiamo ovviamente parlando di inquinamento acustico.

Dall’altro lato è da considerare la questione più antropologica e la dimensione sociale del fenomeno della gentrificazione che si manifesta qui in un curioso mix leopardesco fatto di racconti di persone e personaggi che vivono attualmente il quartiere, delineando una convivenza difficile racchiusa all’interno delle testimonianze raccolte.

Sembra insomma che la crescita esponenziale delle attività commerciali, le speculazioni edilizie legate all’incremento turistico, non abbiano completamente spazzato via le dinamiche di vita preesistenti ma abbiano comunque assestato un durissimo colpo all’assetto sociale e urbano di un quartiere originariamente popolare al quale il capitalismo prova pian piano, anno dopo anno, a cambiare la destinazione d’uso, riuscendoci evidentemente.

Attività Commerciali

Prima e dopo

Alcuni tra gli elementi più interessanti della nostra piccola soundwalk al Pigneto riguardano le testimonianze di alcuni gestori di attività commerciali storiche. Sostanzialmente dei superstiti in mezzo ad una selva di nuovissimi locali più o meno di tendenza e che costituiscono il nocciolo della sedicente movida. Un po’ quello che è accaduto al quartiere San Lorenzo anni prima.

Durante l’intervista, il vecchio panettiere della zona confessa sì di aver incrementato moltissimo la clientela negli anni a seguito delle trasformazioni del quartiere, ma di aver dovuto anche stravolgere la sua semplice attività di panificazione in una sorta di take away dotato di piatti pronti, primi, secondi e contorni insieme al “semplice” prodotto da forno di una volta. La cosa in sé non lo disturbava naturalmente ma considerava in modo realistico le crescenti complicazioni lavorative dovute non solo all’aumento della clientela negli anni ma anche ad una trasformazione del target stesso del cliente tipo. Non più solo residenti ma anche studenti, turisti, passanti, di tutto.

Tuttavia, una certa dimensione popolare del quartiere resiste in forme ibride, si mescola al nuovo creando zone a gentrificazione parziale. Pensiamo al mercato ortofrutticolo in mezzo ai locali della movida. Beninteso si tratta di attività non più svolte da romani, infatti, secondo un rapporto, ormai datato 2018, dal titolo “Il (povero) diavolo nascosto nel dettaglio” di due giornalisti indipendenti, Maria Panariello e Maurizio Franco, nel 2017 33 frutterie romane hanno chiuso, ma sono state sostituite da quelle gestite da stranieri e per questo motivo questo tipo di negozi e attività ambulanti diventano la prima forma di investimento di queste comunità. In sostanza il fruttarolo de Roma non esiste più da tempo ormai.

La libraia

La libraia
Intervista
La libraia Intervista

In una delle nostre interviste ai residenti, una libraia ci parla della speculazione sugli immobili del quartiere. Lo fa in una ventina di minuti con un’analisi lucida e puntuale degli eventi degli ultimi anni legati al pigneto. A conferma di questo esiste uno studio condotto dal Dipartimento di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata ha esaminato i dati relativi ai prezzi degli immobili e alle attività commerciali nei quartieri serviti dalla Linea C della metropolitana di Roma. I dati sono stati raccolti tra il 2017 e il 2022. Lo studio ha rilevato che i prezzi degli immobili nei quartieri serviti dalla Linea C sono aumentati in media del 20% negli ultimi cinque anni. Lo studio ha anche rilevato che le attività commerciali tradizionali, come i negozi di alimentari e i bar, stanno chiudendo a favore di nuovi servizi e strutture di fascia alta.

La metro C e la gentrificazione

La Linea C della metropolitana di Roma è stata costruita in parte con l’obiettivo di rivitalizzare quartieri popolari situati nella periferia est della città. La linea dovrebbe migliorare la mobilità e l’accessibilità di questi quartieri, rendendoli più attrattivi per i turisti e i nuovi residenti. Tuttavia, alcuni esperti temono che la costruzione della linea C possa accelerare il processo di gentrificazione in questi quartieri, esacerbando le disparità sociali esistenti.

Bar vicino la metro
Bar vicino la metro

Mentre scendevamo per le scale dell’ingresso della metro inevitabilmente miei pensieri sono andati a 11 anni fa, quando ero alle prese con la realizzazione di  Metrophony un disco incentrato interamente sul paesaggio sonoro della tratta della metro B di Roma, all’epoca la C era ancora in costruzione. Il disco aveva un valore puramente sperimentale per me, tuttavia riuscii ad individuare un elemento di staticità in un contesto di apparente dinamismo (come potrebbe sembrare l’interno di un vagone della metro). Una tonica continua aleggiava per tutto il percorso di 40 minuti, fatta di sbuffi, suono di rotaie, porte automatiche che si aprivano, vociare della gente sullo sfondo; esaminando più a fondo il contesto era chiaro come gli elementi dinamici si ripetessero costantemente annullando di fatto la loro natura mutevole per piegarsi ad una logica caratterizzata da una precisione quasi robotica, con tempi da nastro trasportatore in fabbrica. Il pensiero va direttamente a “Un pezzo, un culo” per citare il mitico Gian Maria Volontè in “La Classe Operaia va in paradiso”.

A parte la divagazione personale, la riflessione che mi preme segnalare è che le grandi opere industriali in seno all’urbe portano inevitabili disastrose conseguenze da un punto di vista acustico, oltre che relativamente agli annessi e connessi della gentrificazione da un punto di vista sociale.

Non è forse questo tuttavia il nodo della questione della gentrificazione? Un miglioramento iniziale e solo apparente, un imborghesimento classista che migliora i servizi di un’area in modo strumentale con un intento speculativo pianificato ma disvelato poco per volta in modo che chi abita il quartiere ne prenda coscienza a fatto compiuto.

Ingresso della metro C sotto le scale
Ingresso della metro C sotto le scale

Il sarto vintage

Il Sarto Vintage
Il Sarto Vintage

Avevamo da pochi minuti concluso una bella ed esaustiva chiacchierata con la libraia (ascolta il player audio sopra) quando c’imbattiamo in questo strano esercizio commerciale. In apparenza è tutto chiuso ma è per via dell’orario, sono le 15 o giù di lì. Il proprietario è all’interno ma si è chiuso dentro con una sorta di barra in metallo. Non blocca completamente il passaggio ma il concetto è chiaro. Ad un tratto viene fuori con una sigaretta e una presa della corrente, probabilmente da riparare, sulla spalla (come in foto). Quando l’ho visto ho capito subito che stavamo per avere in regalo una grande dissertazione sul concetto di gentrificazione ma non solo. Il signore in questione è un sarto ma vende specificatamente indumenti vintage e pare che abbia una clientela molto variegata.

A parte i pettegolezzi, vi invito ad ascoltarla perché è un’opinione che in apparenza esprime nettezza rispetto al fenomeno gentrificazione ma trovo che alla fin fine si tratti di una posizione che “sta in mezzo” a tante cose. E forse non sarebbe potuto essere diversamente. Certamente è un parere differente da quello espresso dalla libraia nel “capitolo” precedente.

L'anziano cantante

Mentre registravamo tra Necci (un famoso locale per aperitivi della zona) e il circolo arci Fanfulla, c’imbattiamo in un vecchio locale di un barbiere allestito come quelli di una volta. gli arredi, le insegne, tutto è rimasto fermo all’interno, anche la clientela pare che è composta da un curioso signore molto in là con gli anni molto preso dal suo microfono e la sua cassa portatile da karaoke mentre intona L’immensità di Don Backy a modo suo. I registratori vanno subito in picco, i volumi sono pazzeschi, le toniche non hanno più senso, i segnali sonori e i marcatori di suono nemmeno. La gentrificazione da qui non è passata e se lo ha fatto deve aver creduto di aver sbagliato indirizzo.

Immensità
Immensità

Il Fanfulla

Il Fanfulla
Intervista
Il Fanfulla Intervista

Il Fanfulla  è uno dei circoli Arci storici del Pigneto. Ha cambiato forma e location in questi anni anni ma continua ad abituare chi lo visita ad una proposta musicale sempre interessante. Credo di averci suonato più di 10 anni fa, era un po’ più grande all’epoca ma è bello vedere che resiste ancora. Ci siamo imbattuti nel pomeriggio in due ragazzi del circolo che stavano lavorando per il concerto serale. Gli abbiamo chiesto il favore di raccontarci un po’ passato e presente del circolo e la loro opinione personale sull’evoluzione del quartiere da un punto di vista privilegiato.

Brani

Di seguito potete ascoltare alcuni brani che ho realizzato rielaborando i campioni audio raccolti. I primi 3 sono realizzati da me, il quarto è un contributo del mio amico Stefano Bonifazi.

In Pigneto part 1 a cura di Francesco Giannico

Francesco Giannico
In Pigneto - part 1
Francesco Giannico In Pigneto - part 1

In Pigneto part 2 a cura di Francesco Giannico

Francesco Giannico
In Pigneto - part 2
Francesco Giannico In Pigneto - part 2

In Pigneto part 3 a cura di Francesco Giannico

Francesco Giannico
In Pigneto - part 3
Francesco Giannico In Pigneto - part 3

ER PUPAZZISMO DE PIAZZAMMERDA a cura di Kilroy aka Stefano Bonifazi

Stefano Bonifazi
ER PUPAZZISMO DE PIAZZAMMERDA
Stefano Bonifazi ER PUPAZZISMO DE PIAZZAMMERDA

Ascolti

Di seguito potete ascoltare alcuni brani che ho realizzato rielaborando i campioni audio raccolti. I primi 3 sono realizzati da me, il quarto è un contributo del mio amico Stefano Bonifazi.

Signora anziana sotto il cavalcavia
Signora anziana sotto il cavalcavia
Parchetto nei pressi di Necci
Parchetto nei pressi di Necci
Nei pressi della scuola elementare
Nei pressi della scuola elementare

Conclusioni

Non potevamo farci mancare una chiacchierata finale dove con tutti i partecipanti mettevamo insieme un po’ di riflessioni maturate durante la giornata di workshop. Credo che sia un file audio estremamente interessante da ascoltare perché offre diversi punti di vista (o sarebbe meglio dire d’ascolto).

Riflessioni Finali
Riflessioni Finali

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