foto di Sante Cutecchia
IN COLLABORAZIONE CON
The wire, Blow up Magazine, Radio popolare salento , Assessorato al turismo e alla promozione del territorio della Provincia di Taranto, Ass.Cult. Alternativamente, Ass. cult.Scosse Culturali, Graphuglia snc, Ass.Cult. Punto A Capo, Ass.Cult.Artesia, Ass.Cult. Controindycazioni, Cooperativa Sociale Robert Owen, Ass.Cult.St’art

SETTEMBRE 2010 Il workshop in “Ecologia del Suono Taranto Sonora” si è svolto dall’11 al 17 Agosto 2010. Durante questi giorni sono stati registrati moltissimi campioni audio, tanto che si è reso necessario fare una inevitabile selezione in modo che fosse possibile rappresentare, non solo acusticamente ma anche graficamente, attraverso la mappa qui a lato, quelli più rappresentativi, quelli che offrivano una visione d’insieme migliore del paesaggio sonoro urbano dell’isola città vecchia. Il materiale audio del workshop ha rappresentato la base per un’improvvisazione elettroacustica collettiva ospitata all’interno della Cooperativa Robert Owen in provincia di Taranto. Il musicista elettroacustico e docente americano Kim Cascone ha omaggiato il gruppo di lavoro con una sua traccia musicale prodotta a partire dai campioni audio recuperati; traccia che è possibile ascoltare qui sotto.

RIngrazio tutti i partecipanti al workshop: Carlo Montanari, Hector Ledo, Lucia Frascella, Pino Fusco, Fabio Uda, Matteo Allegretti, Isabella Mongelli, Giada Giovanile, Remigio Furlanut, Valeria Pesare.

Un ringraziamento speciale all’ amico Alessandro Altavilla per il supporto tecnico durante i giorni del workshop e per un ricordo sonoro recente di quell’esperienza che è servito per rimettere in piedi questa pagina web da cui è nato una sorta di format per ulteriori esperienze in ecologia acustica fatte un po’ in tutta Italia.

Un caloroso grazie anche a tutti i sostenitori attivi del progetto, che hanno creduto in questa idea folle.

Clicca su un segnaposto sulla mappa per ascoltare il file audio
Se usi lo smartphone ruota il dispositivo per visualizzare meglio la mappa
Alcune considerazioni – Materiale utilizzato: ZoomH4 – H4n – Microfoni a Contatto

La città vecchia di Taranto, che in altre città coincide con aree comunemente definite come centro storico è un isola. La parte moderna è separata da un ponte dalla parte più antica e la separazione fisica è resa ancor più evidente dal distacco netto, già da un punto di vista visivo con l’impianto architettonico del resto della città. Il distacco aumenta man mano che ci si addentra e si prende coscienza anche della sociologia del territorio. La componente umana denota fortemente la zona, lo si avverte distintamente, lo si ascolta chiaramente.

Le registrazioni si sono concentrate lungo tutta l’isola cercando di cogliere aspetti peculiari di tutta l’area.

  1. Zone Interne: Si tratta di aree acusticamente caratterizzate da elementi antropici: radio, motorini, urla di vario tipo ed elementi morfologici distintivi del territorio, microaree interne posizionate su livelli altimetrici differenti che creano delle inusuali situazioni di ovattamento. L’interno, in effetti, è praticamente schermato dal perimetro degli edifici intorno all’isola, tanto che i suoni provenienti direttamente dal mare sono difficilmente udibili se non in prossimità di qualche uscita o di alcuni vicoli secondari. L’aspetto sociale, il fattore umano è quello che viene raccontato meglio da quello che ascoltiamo: un’umanità varia e profondamente radicata sul posto che usa codici interni per portare avanti le necessarie relazioni umane e usa inconsapevolmente gli stereotipi tipici del localismo per affrontare altri stereotipi tipici invece della globalizzazione. Il suono onnipresente del motorino, ad esempio, mette in luce lo status symbol per eccellenza del luogo; un’immagine di libertà per il ragazzino che vuol mostrare di poter evadere dall’isola in qualsiasi momento sebbene le cose non stiano esattamente così.
  2. Il perimetro della città vecchia possiede aspetti ambivalenti: gran parte di esso (soprattutto il lato su C.so Vitto Emanuele II) si può affermare che sia sostanzialmente privo di soundmarks (suoni caratterizzanti il paesaggio sonoro oggetto di studio) degni di nota; quello che ascoltiamo, durante le ore diurne, è in prevalenza il suono del traffico, lo stesso traffico che potremmo ascoltare in centro o in una qualsiasi altra città. C’è da dire anche però che esistono delle piccole oasi sonore fra un tratto e l’altro dove diviene possibile registrare delle vere e proprie perle acustiche come l’acqua battente sullo scafo delle barche attraverso un microfono a contatto, lo stridere delle cime degli ormeggi man mano che si tendono e si allentano, il verso ciclico degli stormi di gabbiani che si allontanano e si avvicinano dalla riva, fino a spingersi fin dentro la città alla ricerca di cibo.

Scarica qui a lato il pdf contenente la memoria
acustica di alcuni luoghi del workshop dopo 9 anni

Ascolta la traccia audio

Ascolta la traccia audio realizzata da Kim Cascone con i materiali audio raccolti dai ragazzi durante il Workshop